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Il rumore del silenzio / The noise of silence

Kabul, 28 Febbraio 2026

Il silenzio della notte è denso, pieno di attesa surreale – che sia minaccia o sia sollievo

I sensi restano in allerta, con i peli delle braccia dritti e le orecchie tese

Suoni familiari e confortanti e suoni ostili e sconosciuti che ti lasciano lì, sospesa, a cercare di capire cosa ti aspetta, cosa viene dopo

Il silenzio della notte è pieno di sussurri che si mescolano all’eco dei pensieri

La lingua asciugata dalla sospensione, il cuore che batte a ritmo scombinato

L’inconscio sviluppa la facoltà di catalogare una tassonomia uditiva che nessuno dovrebbe essere costretto a riconoscere

Il silenzio delle notti ostili è denso, pieno di strascichi appiccicosi

E quando il pieno si svuota, gli occhi si chiudono e il corpo riposa

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Kabul, 28 February 2026

The silence of the night is dense, full of surreal anticipation – wondering whether it will be a threat or relief

The senses remain alert, with the hairs on the arms standing straight and the ears straining

Sounds that are familiar and comforting and sounds that are hostile and unknown they leave you there, suspended, trying to understand what awaits you, what will come next

The silence of the night is full of whispers that mingle with the echo of thoughts

The tongue dried by the suspension, the heart beating in a disjointed rhythm

The unconscious develops the ability to catalogue an auditory taxonomy that no one should be forced to recognise

The silence of hostile nights is dense, full of sticky aftermaths

And when the fullness empties, the eyes close and the body rests

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Oasi / Oasis

Yemen, 2023. Francesca Recchia

Con il mondo alla deriva, siamo barchette di carta trascinate dalla corrente

mentre uomini ingordi, senza scrupoli né vergogna, giocano a dadi con i nostri destini

Un orizzonte senza orizzonte lascia spiazzati e confusi

Le cicatrici profonde del genocidio smorzano il senso del futuro – per sempre effimero, per sempre evanescente

Ancorati al presente, resistiamo

Resistiamo al buio del mondo e a volte al nostro stesso senso di sconforto

Scossi dal senso di colpa per i rari momenti di sollievo, resistiamo

Resistiamo una resistenza fatta di piccole oasi

di momenti, persone, amori

di risate inattese

di abbracci stretti

di silenzi liberatori

Resistiamo una resistenza fatta di piccole oasi

la rete di salvataggio delle amiche

le pacche sulle spalle dagli amici

il tepore della famiglia

la sorpresa dell’amore

Resistiamo una resistenza fatta di piccole oasi

oasi che insegnano che bisogna ancora fidarsi

oasi che insegnano a tendere la mano

oasi che si fanno portatrici di possibilità

oasi che si fanno incubatrici di speranza


With the world adrift, we are paper boats carried by the current

while greedy men, unscrupulous and shameless, gamble with our destinies

A horizon without horizon leaves us bewildered and confused

The deep scars of genocide muffle our sense of the future – forever ephemeral, forever evanescent

Anchored to the present, we resist

We resist the darkness of the world and sometimes also our own sense of despair

Shaken by guilt for the rare moments of relief, we resist

We resist a resistance made of small oases

of moments, people, loves

of unexpected laughter

of tight hugs

of liberating silences

We resist a resistance made of small oases

the lifeline of girlfriends

the pats on the back from friends

the warmth of family

the surprise of love

We resist a resistance made of small oases

oases that teach us to still trust

oases that teach us to extend a hand

oases that become bearers of possibility

oases that become incubators of hope